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La Posizione

 

La si scorge appena, dalla strada che da Santa Margherita conduce a Portofino, protetta com’è dalla densa e ricca vegetazione della macchia mediterranea.
Una stradina in salita – poco prima di Paraggi – conduce all’antico complesso.

 

Lecci, pini di Aleppo, eriche arboree, frassini, bagolari; nel sottobosco arbusti dalle foglie sempreverdi di filliree, poi alloro e liane; al sole corbezzoli e fiori di cisto e ad aprile campanelli bianchi dell’aglio; sul lato a monte, le “fasce”, quel susseguirsi di terrazze tipiche del paesaggio ligure, ancor oggi coltivate a ulivo: è la vegetazione del Monte di Portofino, la stessa del giardino abbaziale della Cervara.

 

Dal dialettale “Servea”, al latino Sylvaria, fino a “Cervara”: un luogo selvaggio e boscoso, com’era nel Medio Evo, com’è oggi. Ma vi è anche chi sostiene che il toponimo sia legato alla moltitudine di cervi (Cervaria) della zona.

 

Qui, a picco sul mare, sorge La Cervara, epifania dello spirito.

 
 
 
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